Gli oltre 200 partecipanti al 9° Convegno nazionale dei direttori e delle equipe dei Cmd, promosso da fondazione Missio, lasciano oggi la Fraterna Domus di Sacrofano con un grosso impegno: ideare percorsi di missione sempre più creativi e accessibili, concreti e dal respiro globale.

A partire dalle singole realtà parrocchiali e diocesane.

Dopo tre giorni intensi di riflessione, preghiera e laboratori, si riparte dall’idea di Chiesa emersa al Convegno Ecclesiale Nazionale di Firenze nel 2015.

La novità è che i Centri missionari diocesani- antenne della missione sul territorio – escono dall’ombra e pretendono più centralità, più coinvolgimento, più formazione, impegnandosi ad essere anche uffici “manageriali”.

L’appuntamento più atteso è stato quello di ieri con il lavoro dei gruppi: un vero e proprio brain storming missionario durato diverse ore, che ha visto impegnati i partecipanti ai laboratori nell’analisi e proposta di sei temi, con relative piste d’azione.

Dai tweet di ieri che sintetizzano il lavoro d’equipe: “Mettiamoci in rete, la missione non è ‘cosa nostra’ ma coinvolge tutti!”; “Anche tu sei invitato a fare della tua vita una missione”; “Forma e informa, anima e coopera, dentro e fuori, qui ed ora”.

I temi dei laboratori spaziavano da quello del “primo annuncio e nuove proposte per l’animazione e cooperazione missionaria”, al tema della progettazione dei nuovi compiti dei Cmd,  da quello della “vocazione missionaria” al tema della “pastorale missionaria”. 
Il senso è: rimanere agganciati sempre alla missione ad gentes, vivendo però con intensità le occasioni di incontro con i poveri, i migranti, gli ultimi delle periferie sotto casa. Da uno dei laboratori è emersa ad esempio la necessità di “superare la settorialità, di offrire alla gente il contributo dei missionari rientrati come testimonianza nella pastorale ordinaria”.


Si sente una grande voglia di superare lo stallo dell’azione missionaria, di capire come fare per accogliere meglio le persone, incontrare i poveri nelle periferie. La missione è lontana ma anche vicinissima, basta aprire le porte e gli occhi.

Le diocesi lamentano anche una certa resistenza da parte di parroci e vescovi a dare impulso allo  slancio missionario lungo percorsi di autonomia.
“La testimonianza va oltre la dottrina – è stato detto in uno dei laboratori guidato da Maria Soave Buscemi – E avviene nell’incontro con la carne sofferente dell’altro. Oltre la ‘prudente distanza’”.

Ieri sera il concerto Only Love Can, del gruppo Comunità Nuovi Orizzonti ha chiuso in musica e in bellezza una giornata di lavori intensa e molto creativa.